Essere completamente padroni della propria mente

Il Maestro della Dottrina, il beato Buddha, prima fece nascere in sé il supremo Pensiero del Risveglio, poi accumulò meriti e saggezza per tre incommensurabili ere cosmiche. Infine raggiunse il perfetto Risveglio in un luogo supremo, il Trono del Diamante dell’India, Vajrasana. Sono passati ormai più di 2500 anni da quando divenuto “il Buddha”, egli ha fatto girare a più riprese la Ruota degli insegnamenti vasti e profondi; da allora il buddhismo è annoverato fra le tradizioni spirituali più importanti del nostro pianeta.

Spesso riassumo questi insegnamenti in due punti essenziali: l’azione e la visione. L’azione consiste nell’evitare ogni atto nocivo; è fonte di benefici e fa gioire tutti gli esseri sulla terra, di qualunque fede. La visione è la comprensione delle connessioni di interdipendenza che governano la felicità e la sofferenza. La felicità e la sofferenza, e gli esseri che ne fanno esperienza, non compaiono senza alcuna causa, né sono l’opera di un creatore dell’universo dotato di esistenza autonoma e permanente: tutti i fenomeni sono il risultato di cause e condizioni. Questa ottica è comune ad ogni branca del buddhismo.

Siamo abituati a pensare che tutto ciò che ci capita di buono e cattivo provenga da una causa unica, da una identità indipendente. quando l’esperienza è piacevole ci attacchiamo immediatamente a quello che crediamo esserne la causa; quando è spiacevole proviamo repulsione verso di essa. Se ad ogni fenomeno corrispondesse una causa unica e isolata, però, questa sarebbe un bersaglio facile da indicare a dito. Quando comprendiamo che tutti i fenomeni risultano dall’interazione di numerose cause e condizioni esterne e interiori, il nostro modo di pensare cambia e noi percepiamo il  mondo con maggiore apertura mentale e disposizione d’animo. Il desiderio e l’avversione non trovano più oggetti evidenti verso i quali indirizzarsi e di conseguenza non sorgono più con la stessa facilità di prima. questa nuova apertura di spirito è di grande beneficio.

l’Azione non violenta e la visione delle connessioni di interdipendenza che ci connettono ci consentono dunque di approfondire la nostra comprensione delle cose, trasformando gradualmente il corso dei nostri pensieri, il nostro modo di vedere le cose e agire. Gli insegnamenti del Buddha possiedono un grande potere di trasformazione, in quanto ci permettono di affinare i nostri pensieri, e con essi le nostre parole e azioni….

Dobbiamo evitare ogni azione negativa e compiere ogni possibile azione positiva, anche la più insignificante. Perchè? Perchè è dalle nostre azioni che dipende la nostra sofferenza e felicità. A ogni istante noi viviamo il risultato delle nostre azioni passate. E agiamo e parliamo mossi da intenzioni buone o cattive, configurando così il  nostro futuro. Le azioni della prima metà della nostra vita determinano la felicità e la sofferenza del resto della vita. Le azioni di un’esistenza intera condizionano quella successiva. Ciò che si compie durante un’era si ripercuote nelle ere seguenti. Estendendo questa analisi nel tempo si comprende il principio della legge del karma, la causalità delle azioni.

Un’azione comunque appaia è negativa o nociva se è fonte di sofferenza; è positiva o virtuosa se è fonte di felicità. Non è mai negativa o positiva in sé, o indipendentemente dalle cause esterne. La sua natura è determinata dalle conseguenze che genera e dalla motivazione che l’ha messa in moto. Le azioni che compiamo con parole e atti fisici dipendono dalla mente; è questa dunque che occorre padroneggiare purificandoci dall’attaccamento alla realtà che è la radice delle emozioni.

Ecco perchè il Buddha ha detto: “Siate completamente padroni della vostra mente”: da questa padronanza dipende la felicità. E’ essenziale pacificare le nostre emozioni. Come antidoto all’odio applicheremo la bontà; per vincere l’attaccamento, mediteremo sugli aspetti repulsivi degli oggetti di desiderio; spezzeremo l’orgoglio analizzando le costituenti fisiche e psichiche dell’individuo; dissiperemo l’ignoranza meditando sul va-e-vieni del respiro e sulle connessioni di interdipendenza. Perciò dobbiamo conoscere tutti i metodi e le istruzioni essenziali della vita, che è vasta e profonda. E’ questo l’insegnamento del Buddha.

(Fonte: S. S. il XIV° DALAI LAMA,Come un fulmine che squarcia la notte,pagg. 5,6,7 – Ed. Mondadori)

 

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